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Restauro, si chiama restauro. Ascolta. E’ inutile sminuire certe affermazioni riducendole a stupidaggini. Si comincia sempre così. Poi si finisce che la Terra è piatta, Auschwitz era un centro benessere con piscine e parco giochi e i vaccini ti fanno morire. Bisogna stare attenti
Ma certo. Forse Caligola potrebbe dire qualcosa al riguardo.
Caligolaaaa! Hai per caso conosciuto Topolino il legionario? Pluto con la biga?
Ma io dico. Si può dire una cosa del genere?
Ma hai sentito cosa dice sul Colosseo? Che non è un anfiteatro. E’ un ex borgo medioevale.
Resta comunque il fatto che per i piloti inglesi i Gremlins non erano poi così cattivi.
Solo spiritelli scherzosi che si divertivano a combinare guai.
In fondo dei teneroni.
Piuttosto dispettosi, quello sì.
E con la promessa di misericordia, i cittadini di Palmira decisero di arrendersi. Promessa mantenuta, ma fui portata ad Ermesa per essere processata.
Scaricai la colpa sui miei generali e sui miei consiglieri, che vennero condannati a morte.
Ma la mia sorte era ormai segnata.
Creai il linguaggio "solresol" per ciechi e sordi. Durante una dimostrazione mi feci bendare gli occhi con un fazzoletto e a un mio allievo fu detta una frase da tradurre.
L’allievo si avvicinò e iniziò a toccare le mie mani.
Fu facile riferire alla platea quella frase.
Giovanni Moioli, (Gruppo Locardi) 17 anni, nato e residente a Grumello del Monte (Bg), nome di battaglia “Tocia”.
Ivan Piana, 19 anni, (Gruppo Lovere) nato e residente a Lovere (Bg) studente alla facoltà di economia, fondatore del “Gruppo patriottico giovanile” di Lovere.
Graziella ha ancora molto da raccontare.
Cosa accadde a Giovanni, per esempio, e alla sua slitta rossa. O a Stelvio che faceva la guardia.
Del perché una bambola rossa appariva tra i suoi giochi ogni volta che arrivavano quegli uomini cattivi.
Per poi sparire subito dopo.
La mia slitta rossa.
Niente più risate, niente più record.
Come sarei andata a scuola? Solo a piedi?
Lasciai la mano di mamma e scappai nella mia stanza a piangere.
Dalla finestra sentii la signora Gina, la mamma di Silvano, urlare.
Quegli uomini la stavano strattonando.
Perché dalla casa uscivano altre persone in uniforme portando via le nostre uova e le nostre galline?
Anche la farina e il latte era roba nostra.
Ero impietrita.
Fino a quando uno di loro venne verso di me urlando: “Ehi, bambina, vieni qui!”
«Ti occupasti anche delle donne spartane. Essendo i mariti sempre lontani per le frequenti spedizioni militari erano praticamente le “padrone” di Sparta. Potevano fare, come gli uomini, corse, lotte, lanci del peso. Potevano andare nude alle processioni. Danzare. E cantare»