//=time() ?>
«Insomma. Preferisco non rispondere.
Riguardo la pazzia c’è sempre quella faccenda che abbiamo preferito non affrontare.
Forse sarebbe il caso di fare chiarezza, non credi?
In pratica. Hai o non hai nominato senatore il tuo amato cavallo Incitatus?»
«Dopo aver sconfitto i cartaginesi ti occupasti degli altri tiranni dell’isola. Li condannasti a morte e riformasti la costituzione siracusana.
Democratica, per uomini liberi con pari diritti.
In piena crisi economica e demografica organizzasti bandi per ripopolare Siracusa».
Mentre gli ambasciatori parlavano i tarantini ridevano. Tutta colpa del greco approssimativo usato dai romani. Non avendo ottenuta risposte tornarono a Roma raccontando di essere stati dileggiati.
Il Senato prese la decisione di dichiarare guerra a Taranto. Una scusa.
Come i miei fratelli diventai anch’io un esperto di fuochi d'artificio.
Talmente bravo da essere chiamato per le nozze di Napoleone Bonaparte nel 1810.
La gente rimase a bocca aperta.
Nessuno aveva mai visto i fuochi colorati di verde.
Una mia invenzione.
“Simulacro in legno della colomba che costruito in base ad un principio meccanico ed animato da uno spirito occulto”.
Favorino dice però che “una volta a terra, la colomba non si sollevava più”.
Quasi sicuramente spinto da un getto (vapore?) volava per circa 200 metri.
Kosko dirigeva il servizo meteorologico sulla mia nave ammiraglia, la corazzata New Jersey.
Capii immediatamente dal suo sguardo che stava per dirmi qualcosa di terribile.
Qualcosa a cui non ero preparato.
Qualcosa che non avevo mai affrontato.
« E’ un Tifone!» urlò.
Come avevo scritto nella ballata che avevo composto in cella, sapevo che i miei sudditi erano avari.
Infatti la somma non era sufficiente. Fortunatamente l’Imperatore mi liberò lo stesso. Tornai in Inghilterra entrando a Londra il 16 marzo 1194 accolto dai miei sudditi festanti.
Ricordate all’inizio quando vi ho parlato del “vecchio rapinatore”.
Nel 1805 mosse le sue truppe da Boulogne contro la coalizione austro-russa. Con i suoi duecentomila uomini della Grande Armée progettava di sterminare gli austriaci prima dell’arrivo delle truppe russe.
Svernai nella Gallia Cisalpina e nella primavera ripresi la marcia verso Roma, inseguito dalle legioni del console Caio Flaminio.
Aspettai i romani sui poggi del Lago Trasimeno e quando li vidi spuntare in ordine di marcia piombai su di loro.
15.000 Romani rimasero a terra.
Perché una marina così incompleta e impreparata? Tutta colpa di un irresponsabile. Lui, Mussolini, che aveva voluto solo una luccicante Marina da parata per la sua propaganda.
Mandando così allo sbaraglio marinai e comandanti.
Come Vincenzo e Costantino.