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Poi ero arrivato nel gruppo giusto e il primo grande successo, nel 1968.
Eravamo straordinari, tanto da registrare in sole trenta ore il nostro primo album.
Quella copertina, il disastro del LZ 129 Hindenburg, uno Zeppelin tedesco, fu in fondo lo specchio della mia vita.
Nel frattempo Hailé Selassié era entrato trionfalmente ad Addis Abeba il 5 maggio e aveva preso il titolo di imperatore.
Tutti si aspettavano da lui una sola voce: vendetta, per quello che avevamo fatto anche con il gas.
Invece….
L’opera commissionata? Il giudizio Universale. Chi doveva realizzare l’affresco?
Lui, il grande Michelangelo Buonarroti.
Era il 1536 quando salì per la prima volta sui ponteggi che erano stati appena montati.
Fu nel 1660 che Carlo II Stuart, re d'Inghilterra, Scozia, Irlanda, fondò la “Company of Royal Adventurers Trading to Africa”.
A causa della guerra con l'Olanda fallì nel 1667. Dalle sue ceneri emerse una nuova compagnia, diventata nel 1672, la “Royal African Company”.
A quel tempo i costumi di noi donne erano dei veri e propri abiti. Con tanto di calze e scarpe. Mi dite come si poteva nuotare abbindate in quel modo? Per quello mi ero ribellata. E per quello ero stata arrestata. Però il costume che indossai quel giorno divenne popolarissimo.
Vinsi presto la mia prima gara battendo la formidabile Vera Buttel, diventando campionessa del miglio del Nuovo Galles del Sud in 33' 49". Poi il trasferimento a Melbourne. Mi esibivo vestita da sirena in in una grande vasca di vetro piena di pesci all'Exhibition Aquarium.
La rivista Time pubblicò un articolo sulla sua storia nel 1958. La storia di Otto Witte, un autentico imbroglione, capace di prendere in giro tutti. Comunque, diciamo la verità.
Una cosa è certa. Comunque Otto Witte deve essersi divertito un sacco.
Eppure a quella storia hanno creduto in molti.
La gente certo, ma anche scrittori e giornalisti.
E autorità, visto che fu la polizia di Berlino ad autorizzarlo a scrivere sulla carta
d’identità Otto Witte, ex Re d’Albania.
E le amministrazione lo scrivevano nell'indirizzo.
Fu una grande soddisfazione rifilare tre secondi alla campionessa tedesca pluri medagliata considerata in quel momento l’assoluta dominatrice dello sci femminile. Rimasi delusa quando nel 1946 la Federazione annullò quel risultato per la mancata partecipazione di tutti gli atleti
Non la prese bene. Disse in giro che ero andata forte per scappare dai lupi numerosi in quella zona, Fu suo padre a farlo rinsavire. Quando all’arrivo gli consegnò due ferri da calza.
Dai, ero brava a sciare. Non avrebbe dovuto reagire a quel modo.